Per il secondo anno consecutivo, LSE si è occupata della parte tecnica per questa festa nazionale.
Ruolo: Capo progetto – Light designer







StaySafe.Events è stata un’iniziativa belga lanciata durante la pandemia di Covid-19 per sostenere il settore degli eventi di fronte alle restrizioni sanitarie. Aiutava gli organizzatori a mantenere gli eventi in totale sicurezza grazie a linee guida, materiale sanitario, soluzioni digitali e allo strumento di analisi dei rischi CERM. Eventi aziendali, conferenze, seminari e spettacoli hanno così potuto essere organizzati nel rispetto delle condizioni previste. L’iniziativa ha anche promosso azioni simboliche, come proiezioni di messaggi di ringraziamento per il personale sanitario su edifici emblematici (ad esempio a Bruxelles), installazioni luminose e sonore, o ancora eventi culturali adattati all’aperto e in formato ibrido. Sostenuta in particolare da d-side group, StaySafe.Events mirava a evitare l’arresto totale del settore proponendo alternative sicure e responsabili.





Nell’ambito delle commemorazioni delle Strade della Libertà, abbiamo partecipato alla progettazione e alla gestione luci di diversi spettacoli ideati da Luc Petit.
Distribuiti su vari siti, questi eventi combinavano narrazione storica, performance artistiche e allestimenti scenici su larga scala, in ambienti esterni dal forte valore simbolico.
Abbiamo sviluppato un linguaggio luminoso al servizio del racconto, con l’obiettivo di strutturare lo spazio, accompagnare i quadri e rafforzare la dimensione emotiva dello spettacolo, rispettando al contempo i vincoli specifici legati ai luoghi e alle condizioni esterne.
Il nostro intervento si è svolto in stretta collaborazione con i team artistici e tecnici (audio, video, effetti), richiedendo una sincronizzazione precisa e una grande capacità di adattamento in condizioni live.
Abbiamo assicurato la gestione dei sistemi luci per tutte le rappresentazioni, con un alto livello di esigenza in termini di affidabilità, coerenza e precisione.
Ruolo: Light designer e operator
Direzione artistica e regia: Luc PETIT
Organizzatori: La città di Bastogne
Produzione: Les Nocturnales ASBL













Nell’ambito delle Féeries de Beloeil, abbiamo partecipato alla progettazione e alla gestione luci di questa creazione messa in scena da Luc Petit, realizzata nel cuore del dominio del castello di Beloeil.
Concepito come un percorso immersivo che unisce performance aeree, interventi sull’acqua e scene all’aperto, lo spettacolo si inseriva in un ambiente paesaggistico ricco, tra giardini, prospettive vegetali e architettura storica.
Abbiamo sviluppato una scrittura luminosa volta a strutturare gli spazi, rivelare le profondità del sito e accompagnare le diverse sequenze artistiche, in una ricerca di equilibrio tra atmosfera, leggibilità e impatto visivo.
Il nostro intervento ha richiesto un approccio globale del sito, integrando i vincoli esterni, la molteplicità dei punti di vista e la coabitazione con altre discipline (acrobazie, musica, effetti), implicando una sincronizzazione precisa e una grande adattabilità in condizioni live.
Abbiamo assicurato la gestione di un dispositivo luci esteso, con un alto livello di esigenza in termini di coerenza, precisione e affidabilità.









Uno spettacolo in cui l’architettura prende vita.
Con “E la pietra si fece luce”, la Collegiata di Huy si trasforma in un vero e proprio scrigno scenico. Lo spettacolo si inserisce nella tradizione delle opere patrimoniali ideate da Luc Petit, dove la pietra, carica di storia, diventa il punto di partenza di un’esperienza immersiva che unisce luce, danza, musica e performance.
In questo contesto, la luce non si limita a illuminare: rivela. Sottolinea le linee gotiche, ridisegna i volumi e dialoga costantemente con l’architettura. Ogni quadro valorizza il luogo, trasformando la materia in emozione.
Il nostro lavoro su questo progetto si è inserito in questa logica: concepire una luce capace di esistere su grande scala pur rimanendo precisa, sensibile e profondamente legata al luogo. Una scrittura luminosa pensata per accompagnare gli artisti, strutturare gli spazi e guidare lo sguardo del pubblico nel cuore dello spettacolo.
Tra potenza visiva e finezza narrativa, la luce diventa qui un linguaggio a sé stante — un legame diretto tra la pietra e il vivente.
Un progetto in cui patrimonio e creazione contemporanea si incontrano per dare vita a un’esperienza fuori dal tempo.
Produzione: Les nocturnales
Regia: Luc Petit
Testo: Michel Teheux
Light designer / operator: François Vandermeeren










Uno spettacolo monumentale, al confine tra reale e immaginario.
Per Décrocher la lune, la luce diventa un elemento centrale della narrazione. Struttura lo spazio, accompagna il movimento e amplifica ogni emozione. Su grande scala, crea quadri visivi potenti mantenendo al contempo una precisione essenziale al servizio degli artisti.
Il nostro lavoro su questo progetto è consistito nel concepire una scrittura luminosa capace di dialogare con l’architettura, i volumi e la scenografia. Ogni atmosfera, ogni contrasto, ogni transizione è stata pensata per immergere il pubblico e rafforzare l’impatto dello spettacolo.
Tra potenza visiva e finezza di esecuzione, la luce partecipa pienamente all’esperienza: guida lo sguardo, scandisce il racconto e contribuisce a far vivere momenti sospesi.
Un progetto in cui la tecnica si dissolve a favore dell’emozione, per dare al pubblico la sensazione di avvicinarsi all’impossibile.












Nell’ambito di questo eccezionale evento internazionale privato ideato da Luc Petit, abbiamo partecipato alla progettazione e alla gestione luci di una delle due serate realizzate in luoghi emblematici di Firenze.
La prima serata si è svolta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, attorno a una cena immersiva progettata in collaborazione con Charles Kaisin, integrando performance e dispositivi visivi in un contesto patrimoniale di grande rilievo.
La seconda notte ha animato il Teatro della Pergola, con un impianto scenico che univa projection mapping, performance aeree, effetti pratici e interventi visivi, in un approccio multidisciplinare guidato da team internazionali.
Abbiamo sviluppato una scrittura luminosa adatta a contesti molto contrastanti, lavorando sulla valorizzazione architettonica, sulla leggibilità delle performance e su un’integrazione coerente con media ed effetti.
Il nostro intervento si è inserito in un ecosistema tecnico complesso, richiedendo un coordinamento stretto e una sincronizzazione precisa con i diversi reparti artistici e tecnici.
Abbiamo curato la gestione luci in un contesto evento ad alta esigenza, con particolare attenzione alla precisione, alla coerenza visiva e alla qualità dell’esecuzione.









La Grande Campana non suona più.
Che dramma per il Suonatore, la cui missione è annunciare l’arrivo del Natale. Deve assolutamente trovare una soluzione al più presto per salvare il Natale.
L’avventura ti porta, accompagnato dal Suonatore, all’incontro con personaggi atipici e misteriosi che ti immergono in un’avventura rocambolesca alla ricerca del suono della Campana di Natale.
Tra carillon, automi e campane, Luc PETIT e Michel TEHEUX conducono gli spettatori in una spirale audiovisiva fiabesca e piena di poesia.
Magia, illusioni, umorismo, danza, il tutto messo in scena con brio per deliziare occhi e orecchie. Un’odissea piena di speranza che immerge il pubblico nell’innocenza dell’infanzia, guidata dai graziosi tintinnii delle percussioni celesti del Natale.
Per questa prima avventura creativa al fianco di Luc Petit, ho avuto la fortuna di plasmare l’universo luminoso che accompagna I suonatori di Natale. Fin dai primi scambi, si è trattato di trovare la giusta emozione, il colore che racconta, lo splendore che sottolinea un gesto o l’ombra che lascia spazio al mistero.
Il mio lavoro si è costruito come un’esplorazione: come far vibrare la luce al ritmo della musica? Come avvolgere gli artisti in un’aura calda, festosa o fiabesca a seconda delle scene? Ogni scena è stata pensata come una piccola storia a sé stante, un frammento di magia da rivelare delicatamente.
La programmazione luci è stata realizzata con lo stesso spirito di sensibilità e precisione. Scena dopo scena, ho cercato di creare una respirazione visiva, transizioni che non si notano ma che si percepiscono, accenti luminosi che accompagnano le emozioni senza mai imporle.
Lavorare con i team artistici e tecnici ha permesso di intessere un vero dialogo tra le intenzioni del regista, l’energia degli interpreti e la poesia che la luce può offrire. Questa collaborazione mi ha offerto uno spazio dove la creatività poteva esprimersi pienamente, al servizio della meraviglia propria degli universi di Luc Petit.
Questa prima esperienza comune segna per me l’inizio di un percorso artistico condiviso, nutrito di ispirazione, ascolto e un desiderio comune: far nascere la magia.























Questa trasposizione coreografica dell’opera di Beethoven non ha altra idea, altro scopo, altro argomento se non la musica che la sostiene, la nutre e ne è la sola ragione d’essere.
La danza, qui, non fa che seguire il lento percorso del compositore che va dall’angoscia alla gioia, dalle tenebre verso la chiarezza.
Non si tratta di un balletto, nel senso generalmente adottato del termine, sovrapposto a una partitura che è uno dei vertici della musica, ma di una profonda partecipazione umana a un’opera che appartiene all’intera umanità e che qui non è solo suonata e cantata, ma danzata, proprio come lo era la tragedia greca o tutte le manifestazioni religiose primitive e collettive.
Maurice Béjart
Un’opera monumentale, sostenuta da un’energia collettiva fuori dal comune.
Con la IX Sinfonia di Maurice Béjart, la scena diventa uno spazio totale dove musica, danza e luce si incontrano in un’intensità rara. Questo pezzo emblematico, sostenuto dalla potenza di Beethoven, impone un’esigenza tecnica e artistica all’altezza della sua ambizione.
Riunendo più di 200 artisti sul palco — ballerini, coristi e musicisti — lo spettacolo si inserisce in una dimensione spettacolare dove ogni elemento deve essere perfettamente padroneggiato.
Per questa produzione, abbiamo ricoperto il ruolo di responsabile tecnico luci. Un ruolo chiave al centro del dispositivo, garante dell’implementazione, della precisione e dell’affidabilità dell’intero sistema.
Il nostro lavoro consisteva nel coordinare le squadre, assicurare l’installazione e l’esercizio, e garantire la perfetta resa della creazione luminosa in tutte le condizioni. Anticipazione, rigore e reattività erano essenziali per accompagnare un’opera così densa, dove ogni dettaglio conta.
In uno spettacolo di questa portata, la tecnica diventa invisibile quando è padroneggiata. È in questa esigenza che risiede il successo: permettere alla scena di esprimersi pienamente, senza vincoli, al servizio degli artisti e del pubblico.
Coreografia: Maurice Béjart
Testi: Friedrich Nietzsche, Friedrich von Schiller
Musica: Ludwig Van Beethoven, Citypercussion
Scenografie, luci e costumi originali: Joëlle Roustand, Roger Bernard
Realizzazione luci: Dominique Roman
Realizzazione costumi: Henri Davila
Responsabile tecnico: François Vandermeeren








