Per il secondo anno consecutivo, LSE si è occupata della parte tecnica per questa festa nazionale.
Ruolo: Capo progetto – Light designer







Attraverso una messa in scena spettacolare e immersiva che riunisce quasi un centinaio di artisti e comparse con proiezioni sul Mardasson, impreziosite da grandiosi effetti pirotecnici, questo show ideato da Luc Petit costituisce un’ode toccante agli eroi della Battaglia delle Ardenne.
Un appuntamento all’altezza del dovere di memoria che impone la commemorazione di questa pagina cruciale della storia, evocata attraverso il destino di cinque giovani texani precipitati nell’inferno dell’inverno del ’44. Un omaggio vibrante a coloro che sono caduti nei dintorni di Bastogne e ai veterani che hanno scritto e plasmato la nostra storia contemporanea.
Cliente: Luc Petit Creation
Ruolo: Project Manager – Light designer – Light operator














Il cielo di Riyad si è trasformato nel palcoscenico di una coreografia luminosa.
Per tutta la durata del festival Noor, laser sono scaturiti dai grattacieli più iconici della città, lungo viale King Fahd: il Kingdom Centre, la torre Faisaliah e la torre Majdoul, collegati tra loro da fasci di luce.
LSE ha curato l’installazione e la programmazione complete di luci e laser in tutta la città, oltre alla sincronizzazione e al controllo wireless dello show tra ciascun grattacielo.
Quest’opera artistica è stata premiata dal Guinness World Records per il più grande spettacolo laser (superficie coperta) e per la maggiore distanza percorsa da un fascio laser, pari a oltre 6,01 km.








Uno spettacolo in cui l’architettura prende vita.
Con “E la pietra si fece luce”, la Collegiata di Huy si trasforma in un vero e proprio scrigno scenico. Lo spettacolo si inserisce nella tradizione delle opere patrimoniali ideate da Luc Petit, dove la pietra, carica di storia, diventa il punto di partenza di un’esperienza immersiva che unisce luce, danza, musica e performance.
In questo contesto, la luce non si limita a illuminare: rivela. Sottolinea le linee gotiche, ridisegna i volumi e dialoga costantemente con l’architettura. Ogni quadro valorizza il luogo, trasformando la materia in emozione.
Il nostro lavoro su questo progetto si è inserito in questa logica: concepire una luce capace di esistere su grande scala pur rimanendo precisa, sensibile e profondamente legata al luogo. Una scrittura luminosa pensata per accompagnare gli artisti, strutturare gli spazi e guidare lo sguardo del pubblico nel cuore dello spettacolo.
Tra potenza visiva e finezza narrativa, la luce diventa qui un linguaggio a sé stante — un legame diretto tra la pietra e il vivente.
Un progetto in cui patrimonio e creazione contemporanea si incontrano per dare vita a un’esperienza fuori dal tempo.
Produzione: Les nocturnales
Regia: Luc Petit
Testo: Michel Teheux
Light designer / operator: François Vandermeeren










Abbiamo partecipato alla creazione e alla gestione operativa delle luci di Qing Show, uno spettacolo immersivo permanente di portata internazionale, progettato per un teatro a 360° che integra scena acquatica, effetti speciali e dispositivi media avanzati.
Abbiamo sviluppato una scrittura luminosa al servizio della narrazione, con particolare attenzione alla percezione spaziale, alle dinamiche di contrasto e all’integrazione dei volumi in un ambiente scenico complesso e in continua evoluzione.
Il nostro intervento si è inserito in un ecosistema tecnico multi-dipartimento (video, automazione, laser, FX), richiedendo una sincronizzazione accurata e una comprensione approfondita delle interazioni tra luce, materiali (acqua, fumo, laser, superfici riflettenti) e media.
Abbiamo inoltre curato l’operatività di un sistema luci su larga scala, in un contesto di spettacolo permanente, con un elevato livello di esigenza in termini di affidabilità, precisione e ripetibilità.
Ruolo: Lighting & Laser Designer & Operator























